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Articles by: Gennaro Matino

  • Opinioni
    Gennaro Matino(September 03, 2015)
    Sono passati appena cinque mesi dalla visita di Papa Francesco a Napoli e di tempo ne sembra trascorso tantissimo, pochi anni da quella di Papa Benedetto, ormai avvertita come preistoria. Ricordo le parole pesanti di Papa Francesco nel suo correre dalla periferia al centro, non solo luoghi fisici, ma per lui il sogno che il centro della città, di ogni uomo di buona volontà, fosse perennemente in uscita, avesse come meta ogni periferia dimenticata, sfruttata, ammalata. Migliaia di uomini e donne per le strade ad aspettarlo per ore. E poi le promesse ufficiali, la Chiesa, il governo della città, le istituzioni, tutti ai primi posti per raccogliere la sfida di Francesco.
  • La pace è figlia dall'accettazione, della misericordia, del perdono, del dialogo con le differenze e con ogni diversità. Possiamo farcela, questo mi è sembrato il messaggio del Gay Pride, possiamo volerci un po' più di bene. Possiamo fare pace con noi stessi, con il mondo, stimarci quel tanto che basta e ci consenta di partire insieme, senza steccati, alla trasformazione del mondo perché sia più giusto e accogliente.
  • Non è una novità per questa nostra malata città guardare al passato più che darsi una visione di futuro, non è una sorpresa che Napoli sia endemicamente affetta da struggente rimpianto, un suadente desiderio di trovare altrove, forse nel passato, la soluzione ai guasti del suo presente. Napoli e il suo rinascimento morivano mentre venivano annunciati. Napoli non ha mai avuto una visione. La vittoria di uno scudetto o la riconquista di piazza del Plebiscito, raccontano un'emozione, certamente significativa, non un progetto a lungo respiro. La via di ogni liberazione passa attraverso il gioco faticoso della verità che arriva dal passato giocato nel presente
  • Nel suo primo viaggio da presidente emerito a Napoli, Giorgio Napolitano esclama: «Non esiste, non se ne vede traccia, una strategia per lo sviluppo del Mezzogiorno ». La frase che suona come una critica alle politiche del governo verso il Meridione. Il Mezzogiorno evoca ancora l’idea del fallimento, della delusione, dell’impresa impossibile, non appassiona più le coscienze e le intelligenze. Quindi strategicamente meglio evitare l’argomento.
  • Il futuro, per quanto compromesso, è rimesso ancora nelle mani dell’uomo. Parola di Papa, ci si può credere. Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Nel pensiero di Bergoglio, «la crescita economica tende a produrre automatismi e ad omogeneizzare, al fine di semplificare i processi e ridurre i costi. Per questo è necessaria un’ecologia economica, capace di indurre a considerare la realtà in maniera più ampia.
  • Il massacro per i panni stesi di Miano e quello mancato solo per miracolo ad Afragola. Mangiamo violenza e per abitudine quotidiana abbiamo imparato a digerirla senza vomitarla. I nostri ragazzi crescono nel mito che essere più forti significa anche essere quelli che non si fanno passare la mosca per il naso, che sanno rispondere a tono, che gli schiaffi bisogna imparare a toglierseli da soli dalla faccia, anche con i coltelli. Violenza che subisci anche se tu stesso la provochi. E alla violenza rispondi con violenza, diventa il tuo linguaggio, ti fa forte coniando per te il motto: chi pecora si fa il lupo se lo mangia. E allora ripeteremo di fronte all'ennesimo fatto di ordinaria violenza: è assurdo?
  • Ma davvero non «ci riguarda », come scrive qualcuno? Il problema delle sponde, dei grandi movimenti migratori, quelle masse di popoli spinti dalla fame, dalla disperazione, dai terrorismi politici, dalle guerre, dalle devastazioni ecologiche, frutto del colonialismo del passato e della corruzione presente, è un problema che non può non riguardarci. Paesi poveri, gente del Sud del mondo che per respirare cerca aria altrove.
  • Se non si affronta il tema del lavoro in maniera costruttiva, se la corruzione continuerà a cancellare la meritocrazia, se ai giovani non si offre una concreta speranza di futuro, questa nostra terra è destinata a morire.

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