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Articles by: Gennaro Matino

  • Opinioni
    Gennaro Matino(November 10, 2016)
    Purtroppo la globalizzazione del mondo ha finito col dividere gli uomini invece di unirli, non ci ha reso più audaci, più disposti a metterci in discussione per superare barriere mentali, per confrontarci con la diversità, per incontrare gli altri e condividerne esperienze, ma ha fatto prevalere la paura di perdersi.
  • Impazza in rete la condanna della "festa satanica". Ancora non abbiamo imparato la lezione che prima o poi l’ignoranza, passata come pratica religiosa, oltre a generare mostri viene presto smascherata. Un tempo era considerato demoniaco mangiare cioccolata, ballare il tango, censurato da bolla papale come peccato mortale, mangiare carne di maiale costringeva all’inferno, e chi era figlio di macellaio non poteva accedere al ministero sacerdotale dato che il padre si era “macchiato di sangue”. Le donne in mestruo non potevano entrare in chiesa, e i medici che praticavano l’autopsia per la ricerca scientifica venivano scomunicati.
  • L’ultimo dossier della Caritas Italiana: “Povertà plurali, nell’orizzonte della ripresa economica” è una drammatica ma realistica cartina di tornasole del disagio del vivere quotidiano che soprattutto i giovani del Sud provano sulla propria pelle. Non solo disoccupazione, che certo resta il dato più allarmante per una popolazione giovanile descritta senza speranza, ma di una progressiva e inarrestabile perdita di futuro che indebolisce la struttura stessa dello Stato. Bisognerebbe capire perché siamo pronti a rispondere all’emergenza, quando lo siamo, e non invece a saperla superare, con strategie di inclusione, quantomeno in una campionatura apprezzabile, di quei soggetti svantaggiati che a noi si rivolgono
  • I met Mother Theresa in the beginning of the 90’s during my first trip to the city of Calcutta. When I saw her, I immediately felt the sensation of being in the presence of a fragile yet potent woman, physically petite, but a giant when it came to everything she had the strength to do.
  • Teresa l’ho conosciuta agli inizi degli anni novanta, nel corso del mio primo viaggio nella città di Calcutta. Quando l’ho incontrata, ho avuto subito la sensazione di trovarmi di fronte ad una donna fragile e potente, minuta fisicamente, un gigante per tutto ciò che aveva avuto la forza di fare, oltre le cose straordinarie da lei inventate per dare conforto agli ultimi, oltre le parole dei curiosi di sacre avventure che cercano santi per impetrare miracoli. I suoi grandi occhi azzurri scavati nella faccia aggrinzita, restano ancora un faro nella mia memoria.
  • A The pope speaks, newspapers make headlines of his strong words – at times de-contextualizing them – and priests and the Church end up on trial every day, with the result of putting the popular Pope and unpopular clergy into the public eye.
  • Dopo gli attentati di Dacca ancora una volta rimaniamo sgomenti di fronte all'ultima inaudita violenza di nuovi interpreti di apocalittiche scritture che giudicano e condannano il mondo. Tutti, ormai, in qualsiasi angolo della terra, ci sentiamo braccati, prigionieri della paura. Forse se avessimo il coraggio di dire la verità tutta intera capiremmo che le radici dell'odio, ovunque celebrate, infette e generatrici di morte, nascono sovente dal sopruso e dalla violenza subita, capiremmo che non sarà mai possibile aspirare alla pace se non garantendo pace a chi l'ha ormai cancellata dal proprio vocabolario.
  • L'attrazione gravitazionale della mediocrità agisce in tutti i campi della vita. Per usare le parole di John Stuart Mill: "La tendenza generale del mondo è quella di fare della mediocrità la potenza dominante dell'umanità". Il moderno populismo, il clericale spiritualismo e il corruttivo economico necessitano del mediocre
  • Censure, condanne, scomuniche alla camorra non servono, nulla dicono a chi ha fatto il patto con il diavolo, la Chiesa volti pagina e dica basta a ciò che non è fede, non pensi di voler “purificare” a suo vantaggio anche l’inferno, cancelli definitivamente dal suo vocabolario “superstizione”, “simonia”, “idolatria” e per incanto le “corna del diavolo” non saranno più né un alibi, né un problema. Basta con queste processioni, un po’ particolari, come quella di qualche giorno fa nei pressi di Nola, abbandonata da preti indignati, o di altre ancora nella stessa settimana, a Corleone, anch’essa con santi a spasso costretti a ballare alle porte dei mafiosi.
  • Promemoria per una città che non vuole più parole di fumo. Chiunque ne sarà il sindaco si troverà a dover affrontare un’impresa impari che va ben oltre la penuria di mezzi economici, ben oltre la sostanza di una organizzazione della macchina comunale che comunque è indispensabile. Dovrà reinventare l’anima di una città iniziando dalla verità delle sue ferite. E non potrà farlo da solo o con la sua parte.

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