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Opinioni

6 aprile 2018. L'Aquila, nove anni dopo

Ma troppi fabbricati restaurati e rimessi a nuovo sono purtroppo ancora vuoti. La scena offerta da palazzi secolari dall’aspetto oggi nuovissimo, contigui a cantieri con le gru in movimento, è invero singolare anche per chi ne ha esperienza quotidiana. Si ha l’impressione di uno spazio cittadino in divenire, incompiuto, direi informe, dove tutto deve ancora succedere in un futuro dalle dimensioni ignote. Ricordo che un politico in auge all’epoca del sisma, dopo avere sorvolato la città subito dopo il catastrofico evento, disse che per rifarla ci sarebbero voluti almeno trent’anni. Se dopo nove anni la metà è rimessa a nuovo, possiamo essere ottimisti sui tempi a venire.

Pasqua. E la vita intera viene provocata ...

È così difficile la Pasqua che anche i preti fanno fatica ad annunciarla, perfino a parlarne tra di loro. Più facile per loro l’allegoria del presente da rintracciare nella narrazione del bene da fare e del male da evitare, del peccato che condanna al castigo e della grazia che consegna al paradiso, che fare i conti con il mestiere esaltante e arduo di chi deve vedere per sé e far vedere agli altri l’Oltre, al di là del già visto, e proclamare vinta la morte e consegnata per sempre la storia alla Pasqua di ogni resurrezione.

Pasqua, festa complicata da raccontare

Augurare buona Pasqua non è fatto di circostanza, è gioia di futuro da passare, speranza da raccontare, coraggio da organizzare, stile di vita da proporre, è gridare che la terra del cielo è in nostro possesso, eredità d’amore concessa all’umano.

Buonismo, vera malattia morale di questo secolo

Sono irreparabili i danni sul piano sociale in ambito pedagogico dove è più pertinente parlare oggi di “ lassismo” o “ permissivismo” che hanno sottratto bambini e giovani al senso del sacrificio e della disciplina. Senza generalizzare, le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti: droga, comportamenti devianti, imbarbarimento dei costumi, mancanza di rispetto per gli educatori, siano essi della famiglia o della scuola, fino alla perdita totale di qualsiasi freno inibitorio. Uccidere è solo uno stadio di tale decadenza. E purtroppo, non ultimo.

La Chiesa che non fa più scandalo ...

Se Cristo non fosse più scandalo o follia, se venisse ridotto a un simulacro per il potere terreno di Ratzinger o di Bergoglio, per sostenere l’uno tradizionalista, l’altro liberale, sarebbe per quell’annuncio, che ha sconvolto il mondo, una bestemmia. Ci sono due tipi di scandalo, il primo è quello degli uomini che seducono i deboli, i piccoli, ai quali bisognerebbe attaccare una pietra al collo per farli sprofondare nel mare. Il secondo è quello del Cristo crocifisso, che la ragione umana non può accettare, è una follia credere in una salvezza possibile arrivare da un condannato a morte, che grida contro l’ingiustizia di tutte le croci e rimanda al loro abbattimento.

Quando si preferisce l’ignoranza alla verità

A volte si fanno chilometri per raggiungere un santuario, si attendono ore per essere ricevuti da un santone o un veggente. E tuttavia non si riesce a incontrare Gesù nella persona sofferente e bisognosa. Senza far torto a chi nella chiesa quotidianamente lotta per la bellezza della parola, i fatti di Casapesenna non sono un caso, sono il frutto di una chiesa decadente che pur di continuare ad esistere, preferisce l’ignoranza alla verità.

Per chi davvero ama e sa cos’è l’amore

È nella verità che bisogna dirsi, nella complicità delle scelte, negli sguardi d’intesa che una coppia costruisce e mantiene salda la sua unione

In una città senza madri i figli sono alla sbando

Ma a Napoli accanto agli scugnizzi c’erano le madri, c’erano loro dove la legge latitava, dove lo Stato non riusciva a organizzare convivenza civile, dove la chiesa, la scuola non riusciva a passare una parola di senso: mamma a Napoli era dire casa. E le madri di Napoli quelle del popolo o della nobiltà erano carnali, violente, feroci nel loro essere possessive e protettrici dei loro figli: cambiavano i Signori che comandavano questa città, ma chi davvero regnava erano le madri. Anche quando avevi avuto la disgrazia di perderla la madre, di non averla mai conosciuta, questa città non ti lasciava senza un’immagine indispensabile per sopravvivere. Non ti chiamavano trovatello né orfano, ma figlio della Madonna. La guerra, gli americani, le nuove dinamiche di famiglia e di cultura che polverizzeranno il ruolo della donna madre, piano piano, qui più che altrove, trasformeranno la città in terra di nessuno

Le parole ... parole... della politica

Insopportabile, insostenibile, inconsistente politica parolaia, becera propaganda ad uso di sudditi ignoranti e sprovveduti, mercato truccato della vendita “del tutto è possibile se scegli noi”, volgarità di partiti che, in questa noiosa e volgare kermesse elettorale, rappresentano solo se stessi. E qualcuno spera perfino di portare la gente al voto! Si ha come la sensazione che mai come oggi, mentre la parola “democrazia” viene usata a sproposito da destra a sinistra, se ancora esiste una destra e una sinistra nella politica italiana, mentre attraversa il quotidiano come se fosse valore acquisito, ne abbiamo perso di vista la sua forza reale, e così facciamo di questa magica parola un uso nauseante, come nauseante è quello di responsabilità, di partecipazione.

Il vero mestiere della Chiesa

Il destino della Chiesa si gioca sulla sua capacità di essere credibile nella Parola che annuncia, comprensibile nella verità che passa, creduta oltre il detto. “La sfida grande della Chiesa oggi è diventare madre, non una Ong ben organizzata”. Capisco che è difficile cambiare i paradigmi interpretativi in un mondo in rapido mutamento, capisco che quando Papa Francesco fa affermazioni come questa rischia, ma rischierebbe di più e con più vantaggio per la Chiesa se oltre le parole dicesse o facesse dire alla Chiesa gerarchica come realizzare il cambiamento, come far mutare le strutture di governo ecclesiastico e di annuncio della Parola.

L'aggressione dell’ignoranza

I fatti raccontano una citta' allo sbando ed è inutile ricercare colpevoli, sono noti, sono sotto gli occhi di tutti e l’indignazione da sola dei soliti commentatori del giorno dopo è un alibi per nascondere responsabilità, scappare di fronte all’assurdo di crimini gratuiti, vigliaccheria, comunque, in ogni caso già scritti, tutti prevedibili. Quello che cercano i ragazzi “perduti” è essere ritrovati proprio là dove la prepotenza criminale li trasforma da quotidiani fantasmi in primi attori per esistere, per uscire alla scoperto, per vincere il nulla che li opprime.

Travolti dall’onda anomala di una crisi non solo economica

Come vorrei una appassionata e travolgente stagione in cui i protagonisti fossero loro, i nostri ragazzi, pronti a trovare lo slancio e la curiosità di organizzare anche per noi un mondo migliore. Io ci credo, credo che sia ancora possibile. E credo che come nel ’68 quel vento giunse all’improvviso, così sarà. E per quanto mi riguarda, comunque e in ogni caso, sarò dalla loro parte.

Una società che anestesizza la morte

Oggi non parliamo della morte perché o non crediamo nella vita oltre la vita o non abbiamo il coraggio della vita fatta perfino di quotidiana morte e pensiamo di sfuggirla nascondendola a noi stessi.

Lo Ius soli è un diritto già acquisito nei fatti

Siete contro la storia e la storia vi darà torto. Lo Ius soli è un diritto già acquisito nei fatti. Sarà approvato in questa legislatura, come io spero, lo sarà nella prossima, ma sarà legge se non per un ideale forte, per necessità di stato, smascherando ancora una volta un’Italia razzista che si nasconde dietro un fiume di parole, di opportunismo, di malcelata voglia di isolazionismo, di fuga dalla realtà del tempo che non consente di negare che, ci piaccia o meno, le nostre società sono multietniche, colorate di religioni e di cultura e non si può tornare indietro.

EDITORIALE. Un’ “Italica” sotto l'ombrello al Columbus Day

Questo è l'editoriale che uscirà sul magazine in carta in lingua inglese nei prossimi giorni. Crediamo sia utile pubblicare e diffondere anche la sua versione in lingua italiana. Per il suo contenuto ma anche come anticipazione del nuovo numero di i-Italy.

Le scuse di Mark Zuckerberg

Il creatore e fondatore di Faceook ha riconosciuto nel giorno più solenne per lui, ebreo, che qualcosa nel suo lavoro non va. Non è una critica dall’esterno al sistema Facebook, è la presa di coscienza di chi sa che anche la sua invenzione è a rischio di durata se consente alla pura libertà di parola di essere tradita, di chi sa che proprio la libertà senza regole ha permesso a Facebook di diventare così potente da rischiare oggi di distruggere se stesso.

Stupro. il trionfo dell’ignoranza. Vigliacca debolezza

La cronaca sciorina i particolari del sopruso e si trasforma in morbosità, pornografia del corpo e della mente che poteva essere evitata, bastava il nome dello scempio per raccontare ... Ma si sa che le notizie fanno affari se sanno essere estreme e nulla di più appetibile per la cronaca è la materia morbosa che si nutre di ciò che resta sospeso sul confine tra lecito e perverso. La verità è che i fatti denunciati dalla cronaca, raccontati dalle vittime sono solo la punta di un iceberg che lontanamente riescono a descrivere quanta violenza sessuale alberghi nel nostro quotidiano, di quanto perbenismo ipocrita sia rivestita la società per nascondere trame di dolore

Essere a Gerusalemme, oggi

Essere a Gerusalemme in questi giorni è anche essere protagonisti di un tempo che ancora non riesce a lasciarsi coinvolgere dal grido della vita, della pace, la stessa pace che il Risorto annuncia ai discepoli prigionieri nel cenacolo. Si avverte che basta un nonnulla per scatenare l’inferno. Non puoi non farti domande di senso quando partecipi alla memoria del popolo eletto, pregando a quel muro che racconta vestigia passate e ricorda il tempio distrutto mentre i giovani, ormai adulti per quella comunità, leggono la Thorà. Non puoi non farti provocare dall’altro muro, diverso da quello del pianto, ma comunque bagnato di lacrime, eretto per dividere il destino di due popoli.

Colombo nell’occhio del ciclone spazza storia

IL Consiglio comunale di Los Angeles (14-1) decide di abolire la festività del Columbus Day. Viene sostituita come hanno già fatto altre località americane, con la commemorazione delle “popolazioni indigene, aborigene e native vittime del genocidio”. Questo dopo aver assistito all’incalzare di atti vandalici nei confronti di monumenti dedicati a Cristoforo Colombo. Le maggiori associazioni italo-americane chiedono il rispetto del Columbus Day inteso come giorno dell’affermazione del senso di dignità italoamericana e di amicizia tra i popoli italiano e americano e chiamano la comunità a reagire a quello che definiscono “un insulto storico”.

Quelle piccole cose che rendono bella la vita

Possibile che per sentirsi vivi bisogna sapere se qualcuno ha condiviso un nostro post su Facebook o se qualcuno voglia chattare con noi “in privato”? Sempre più persone pensano di esistere solo se qualcuno li abbia cercati o contattati sui social, dimenticando che si è uomini solo se ci si contamina con l’umano costringendo la vita a relazioni vere, autentiche. Piccole cose che fanno grandi le storie anche se non sfuggono alla necessità di avere un lavoro soddisfacente, un paese accogliente, un tempo interessante da vivere, ma le piccole cose sono l’essenziale che dà significato alle grandi e permettono alle grandi di crescere.