header i-Italy

Articles by: Gennaro Matino

  • Santuario di Casapesenna
    A volte si fanno chilometri per raggiungere un santuario, si attendono ore per essere ricevuti da un santone o un veggente. E tuttavia non si riesce a incontrare Gesù nella persona sofferente e bisognosa. Senza far torto a chi nella chiesa quotidianamente lotta per la bellezza della parola, i fatti di Casapesenna non sono un caso, sono il frutto di una chiesa decadente che pur di continuare ad esistere, preferisce l’ignoranza alla verità.
  • Ma a Napoli accanto agli scugnizzi c’erano le madri, c’erano loro dove la legge latitava, dove lo Stato non riusciva a organizzare convivenza civile, dove la chiesa, la scuola non riusciva a passare una parola di senso: mamma a Napoli era dire casa. E le madri di Napoli quelle del popolo o della nobiltà erano carnali, violente, feroci nel loro essere possessive e protettrici dei loro figli: cambiavano i Signori che comandavano questa città, ma chi davvero regnava erano le madri. Anche quando avevi avuto la disgrazia di perderla la madre, di non averla mai conosciuta, questa città non ti lasciava senza un’immagine indispensabile per sopravvivere. Non ti chiamavano trovatello né orfano, ma figlio della Madonna. La guerra, gli americani, le nuove dinamiche di famiglia e di cultura che polverizzeranno il ruolo della donna madre, piano piano, qui più che altrove, trasformeranno la città in terra di nessuno
  • Insopportabile, insostenibile, inconsistente politica parolaia, becera propaganda ad uso di sudditi ignoranti e sprovveduti, mercato truccato della vendita “del tutto è possibile se scegli noi”, volgarità di partiti che, in questa noiosa e volgare kermesse elettorale, rappresentano solo se stessi. E qualcuno spera perfino di portare la gente al voto! Si ha come la sensazione che mai come oggi, mentre la parola “democrazia” viene usata a sproposito da destra a sinistra, se ancora esiste una destra e una sinistra nella politica italiana, mentre attraversa il quotidiano come se fosse valore acquisito, ne abbiamo perso di vista la sua forza reale, e così facciamo di questa magica parola un uso nauseante, come nauseante è quello di responsabilità, di partecipazione.
  • Il destino della Chiesa si gioca sulla sua capacità di essere credibile nella Parola che annuncia, comprensibile nella verità che passa, creduta oltre il detto. “La sfida grande della Chiesa oggi è diventare madre, non una Ong ben organizzata”. Capisco che è difficile cambiare i paradigmi interpretativi in un mondo in rapido mutamento, capisco che quando Papa Francesco fa affermazioni come questa rischia, ma rischierebbe di più e con più vantaggio per la Chiesa se oltre le parole dicesse o facesse dire alla Chiesa gerarchica come realizzare il cambiamento, come far mutare le strutture di governo ecclesiastico e di annuncio della Parola.
  • I fatti raccontano una citta' allo sbando ed è inutile ricercare colpevoli, sono noti, sono sotto gli occhi di tutti e l’indignazione da sola dei soliti commentatori del giorno dopo è un alibi per nascondere responsabilità, scappare di fronte all’assurdo di crimini gratuiti, vigliaccheria, comunque, in ogni caso già scritti, tutti prevedibili. Quello che cercano i ragazzi “perduti” è essere ritrovati proprio là dove la prepotenza criminale li trasforma da quotidiani fantasmi in primi attori per esistere, per uscire alla scoperto, per vincere il nulla che li opprime.
  • Giovani del movimento studentesco negli anni 60
    Come vorrei una appassionata e travolgente stagione in cui i protagonisti fossero loro, i nostri ragazzi, pronti a trovare lo slancio e la curiosità di organizzare anche per noi un mondo migliore. Io ci credo, credo che sia ancora possibile. E credo che come nel ’68 quel vento giunse all’improvviso, così sarà. E per quanto mi riguarda, comunque e in ogni caso, sarò dalla loro parte.
  • Oggi non parliamo della morte perché o non crediamo nella vita oltre la vita o non abbiamo il coraggio della vita fatta perfino di quotidiana morte e pensiamo di sfuggirla nascondendola a noi stessi.
  • Siete contro la storia e la storia vi darà torto. Lo Ius soli è un diritto già acquisito nei fatti. Sarà approvato in questa legislatura, come io spero, lo sarà nella prossima, ma sarà legge se non per un ideale forte, per necessità di stato, smascherando ancora una volta un’Italia razzista che si nasconde dietro un fiume di parole, di opportunismo, di malcelata voglia di isolazionismo, di fuga dalla realtà del tempo che non consente di negare che, ci piaccia o meno, le nostre società sono multietniche, colorate di religioni e di cultura e non si può tornare indietro.
  • Mark Zuckerberg
    Il creatore e fondatore di Faceook ha riconosciuto nel giorno più solenne per lui, ebreo, che qualcosa nel suo lavoro non va. Non è una critica dall’esterno al sistema Facebook, è la presa di coscienza di chi sa che anche la sua invenzione è a rischio di durata se consente alla pura libertà di parola di essere tradita, di chi sa che proprio la libertà senza regole ha permesso a Facebook di diventare così potente da rischiare oggi di distruggere se stesso.

Pages