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Articles by: Gennaro Matino

  • I candidati alle europee e i loro partiti, che poco si stanno impegnando in questa improvvisata sfida elettorale, senza emozioni, senza programmi, senza progetti, senza nessun manifesto, nessuna strategia, solo il dolore di una perdita, la morte dell'idea originaria di Europa così come sognata dai padri fondatori. Una visione sfumata per la miopia di una classe politica mediocre che dichiara la sua incapacità nel saperla raccontare, il fallimento di un progetto visionario dilapidato sul tavolo marcio di banchieri spudorati e di burocrati incartati.
  • All'Arenile Reload di Bagnoli, si è svolto il Bob Marley Tribute. Una sua frase, catturata da una sua celebre canzone, “Redemption Song”, riesce ancora a far giocare i miei sogni. Emanciparsi dalle passioni, verità che accomuna uomini giusti, diversi per fede e per percorsi intellettuali. Emanciparsi dalla schiavitù mentale, potenza straordinaria di un messaggio capace di superare il tempo
  • Un urlo per Napoli. Riappropriamoci dell’orgoglio di essere popolo, una famiglia allargata, prendiamo il ramoscello della pace, consegniamolo come annuncio di riscatto a chi proprio non se l’aspetta e auguriamo a lui e a noi: ce la possiamo fare, insieme ce la faremo. Questo la Domenica delle Palme, quando la memoria si intenerisce andando al tempo in cui i giovani mettevamo qualche fogliolina all’asola pronti a vivere il giorno di festa, il grido dell’Osanna che apriva la settimana santa. Un tempo le foglioline dall’asola o dalle borse passavano alle mani, agli affetti e consegnavano nel gesto antico un bisogno presente di serenità. Si portava in ogni casa la palma, che palma non è ma ramoscello di ulivo giovane, speranza di nuova avventura in attesa della Pasqua, voglia appassionata di serenità, di armonia, di famiglia riunita. Si portava a casa l’ulivo e si conservava per la domenica seguente quando, tuffato nell’acqua benedetta, ogni padre una volta l’anno si faceva coraggio e vincendo ogni pudore aspergeva la sua famiglia, benediceva il capo dei suoi cari e aggiungeva commosso: “Abbiamo visto insieme un altro anno!”.
  • Alle Salicelle l’incesto non è un caso isolato e, per essere terra seviziata, anch’essa può dirsi nata da una visione urbanistica incestuosa, progettata contro ogni natura di vivibilità. Così si presentano tanti agglomerati costruiti dopo il terremoto del 1980 in Campania, specie a Napoli e in provincia, mucchi di case senza strutture sociali, che alla fine si somigliano l’un l’altro e dentro i quali scompare ogni individualità. Deportazione di popolo costretto ad occupare spazi angusti, gente spodestata dalla memoria e spostata in fretta da altrove per altrove miseria. Dove ogni giorno si inventa l’esistenza e arrivare a sera è già vittoria.
  • Even a pope with his charisma cannot change it by himself. Pontiff Bergoglio has chartered the course of hope, instilling a feeling in many people—believers and non-believers—that they can expect the Church to be less bent on power and more open to engaging with a different world.
  • Esiste una Chiesa che non educa l’uomo alla ricerca interiore, che privilegia ancora l’oggettivazione del contenuto di fede, più che la soggettività del credente, la verità della regola più che la libertà dell’uomo, della sua coscienza. Non può esservi né coscienza, né discernimento se non nella libertà di scelta e nessuna fede sarà adulta senza tale libertà. La coscienza rende l’uomo libero dalla legge. Un precetto non può essere imposto dall’esterno, ma deve nascere dentro la coscienza come frutto di un lavoro interiore di discernimento.
  • Occorre evitare ogni falsa attesa e collocare l'intervento del Pontefice in un alveo ben protetto. Le sue parole nell'intervista a "Civiltà Cattolica" sono importanti, ma spesso sono interpretate da altri più in forza di legittime attese che per il loro autentico significato. "Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione” dice Papa Francesco. La vera rivoluzione certamente adombrata nelle parole di Francesco sarà il giorno in cui davvero coloro che sono invitati a pranzo dalla Chiesa, diciamo accolti, potranno sedersi a tavola, per consumare il pasto, diciamo accettati nella loro condizione. Solo allora passeremo dal tempo della profezia al tempo della condivisione.

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