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Chiara Civello torna negli USA con il suo “Eclipse”

Monica Straniero (April 06, 2019)
Il 14 Aprile, al Poisson Rouge di New York, l'artista presenterà il suo Album Eclipse, sesto di una carriera luminosa iniziata con l'improvvisazione jazzistica e proseguita sotto il segno della contaminazione.

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A 4 anni di distanza Chiara Civello, cantautrice e polistrumentista di origine romana ma divenuta nel tempo cittadina del mondo, torna ad esibirsi negli Stati Uniti, il paese culla del Jazz dove si è formata come interprete e musicista.
 

Il 14 Aprile al Poisson Rouge di New York, il 16 aprile all’IIC di Washington e il 17 aprile al Regattabar di Boston. Queste le date del tour americano di Chiara per presentare il suo Album Eclipse, sesto di una carriera luminosa iniziata con l'improvvisazione jazzistica e proseguita sotto il segno della contaminazione. L'entusiasmo e l'emozione, rivela Chiara, saranno le stesse di quando, poco più che adolescente, solcava i palchi della East Coast.

Eclipse è prodotto da Marc Collin dei Nouvelle Vague e, tra cover e inediti realizzati con la collaborazione di artisti del calibro di Francesco Bianconi, Dimartino, Cristina Donà e Diana Tejera, rappresenta un omaggio alla canzone classica italiana e alle colonne sonore di film degli anni 60' e 70'. Le radici internazional-popolari dell'artista e il French-Touch di Collin (che ha inserito nell'Album bassi elettronici e synt) si fondono alla perfezione generando un'opera raffinata, minimale e vintage che in nessun frangente risulta sdolcinata.

E' un Album, Eclipse, segnato dalla consapevolezza e dallo spirito d'avventura, tratti distintivi della carriera di Chiara sin dagli esordi. “Presentare questo Album negli Stati Uniti è una grande emozione perché per me America vuol dire casa”, spiega Chiara, che ha 16 anni ha vinto una borsa di studio al Berklee College of Music di Boston.

E proprio nei locali della East Coast, Chiara ha scoperto la sua voce: “Uno dei vantaggi della scuola è stato conoscere persone che, come me, volevano vivere di Musica”, rivela. “Insieme abbiamo formato i primi gruppi misurandoci col perenne dilemma dell'a artista: ce la farò o no?”.

Tutto è partito dal Jazz dunque ma il percorso di Chiara Civello è stato sempre caratterizzato dalla voglia di sperimentare e di scoprire nuove strade. “L'impronta accademica e l'improvvisazione jazzistica mi hanno dato metodo, è stato come assimilare più alfabeti possibili ma poi, col tempo, per trovare la mia voce ho lasciato andare i dogmi e sono arrivata a fare ciò che volevo veramente: scrivere canzoni”.

E di canzoni Chiara Civello ne ha scritte, in giro per il mondo, misurandosi con generi e linguaggi differenti ma portando sempre con sé la sua anima italiana. Durante i suoi viaggi, in Brasile, negli Stati Uniti, in Italia, ha avuto modo di collaborare con artisti come Burt Bacarach, Esperanza Spalding, Chico Buarque, Gilberto Gil, Mario Biondi.

L'ultimo crooner Tony Bennett l'ha definita la “miglior cantante jazz della sua generazione”, ma l'artista confessa di non essersi intimorita per un'affermazione grossa come come un macigno. “Credo che Bennett abbia colto in me quella libertà degli artisti non eccessivamente strutturati che consolidano la propria voce Album dopo Album, proprio come il vino che matura col tempo”.

E, quando si parla del futuro, Chiara rivela di voler continuare a sperimentare. “Lavoro a più progetti contemporaneamente, vorrei collaborare una giorno con Ryuichi Sakamoto e con degli artisti africani. La musica per me è sempre scoperta, cerco sempre il punto di commozione, quello in grado di suscitare entusiasmo”.

Con lo stesso entusiasmo di un tempo, Chiara si esibirà a New York, in un America che le appare profondamente diversa da quando Donald Trump è stato eletto Presidente ma che resta pur sempre la sua casa.

“L'America che ho vissuto io, quella di New York è ben altra cosa rispetto all'America repubblicana. A me interessa un mondo che tuteli ed includa le minoranze, dove gli incontri vengono celebrati. E' questa la Musica che faccio io”.

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