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I Seminatori di Grano e la Bellezza Eataliana

Letizia Airos (December 08, 2014)
Una riflessione legata all’evento con l’orchestra del Teatro Regio, organizzato presso Eataly. Una lunga serata che ha visto anche la presenza di Gianmaria Testa. L'emozione per una sua canzone sui nuovi migranti


 Musicisti del Teatro Regio a New York. Dove? Al Carnegie Hall. Certo, e che concerto! Ma anche un altro evento, legato all’orchestra di Torino, rimarrà nella storia delle serate newyorkesi: La Bellezza Eataliana.

 

Ancora una volta infatti, Oscar Farinetti ha saputo pensare ed organizzare, con un risultato assulutamente impeccabile, un happeing diverso. Ma chi ne dubitava del resto?

 

Ore 10 di sera. A porte chiuse, tra i banconi e le vetrine con in esposizione salumi, prosciutti, formaggi, panettoni, Nutella e altro… , in uno spazio nominato “Piazza”, si è esibiita l’orchesta del teatro regio di Torino. 

 

Evento nel glamour più assoluto,  diversi vip, con il miglior cibo ed il miglior vino a disposizione dei fortunati ospiti. Tutto in un’atmosfera scintillante, quella della migliore Italia che si sa divertire, facendo cultura. E già La Bellezza Eataliana.

 

L’evento, sponsorizzato anche da Eni, Lavazza, Barilla e Maserati aveva uno scopo benefico, oltre che di promozione della Bellezza Eataliana, infatti i suoi proventi sono stati destinati al Global Fund per la lotta contro Aids, malaria e tubercolosi fondato dal cantante Bono.

 

Colpo d’occhio sicuro quello degli orchestrali. Puntare sulla sorpresa, e la presenza inusuale del Teatro Regio dentro il negozio è stata una mossa vincente. Orecchie ed occhi increduli che però si sono abituati subito e accomodati su un piacevole contrasto. Il Maestro Gianandrea Roseda  (appena nominato “Direttore dell’anno” da “Musical America”) ha diretto l’esecuzione di brani come la Gazza Ladra, Barbiere di Siviglia, Cenerentola, Guglielmo Tell, ma non solo.

 

Infatti, sorpresa nella sorpresa, con la sua chitarra il cantautore Gianmaria Testa ha suonato e cantato, accompagnato dall’orchestra, alcune delle sue canzoni-poesia .

 

L’ultimo brano, eseguito da lui, mi porta alla riflessione con cui chiudo il racconto di questo grande momento, che per me rimarrà indimenticabile non solo per la presenza del teatro Regio.


Una canzone di Gianmaria Testa, eseguita in quel contesto, mi ha procurato infatti un’emozione intensa e la necessità di una riflessione. Si tratta di Seminatori di Grano. Poesia pura, anche se amara. Il cantare lento e riflessivo, intenso di Testa,  ha come postato lentamente nello spazio della food hall di Eataly sulla Quinta strada queste parole:

Brividi per chi le ha sapute ascoltare. Per chi, tra un bicchiere di vino e l’altro, è riuscito anche a  pensare e non solo farsi cullare dalla musica. Brividi per me che da più di venti anni vivo negli Stati Uniti cercando di conoscere, capire, incontrare questa ”Italia fuori di sè”  la cui storia è ancora troppo poco conosciuta. Tutto questo in un momento in cui l‘Italia celebra se stessa con eventi così.

 

Brividi nel sentire parole che cantano di migrazioni moderne in una città che ha raccolto milioni di persone, appunto migranti. Che a volte le ha allontantanate, discriminate, ma che oggi vive e gode di loro.

 

Brividi nel contrasto  tra queste parole e l’amosfera di grande ricchezza che le circondava. Bisogna ammetterlo un pò tutti, il benessere ci fa avere paura del diverso,  invece siamo solo fortunati. 

 

Gianmaria Testa di solito prima di cantare Seminatori di Grano recita in musica una poesia stupenda di Erri De Luca che dice:

Nei canali di Otranto e Sicilia

migratori senz'ali, contadini di Africa e di oriente

affogano nel cavo delle onde.

Un viaggio su dieci si impiglia sul fondo,

il pacco dei semi si sparge nel solco

scavato dall'ancora e non dall'aratro.

La terraferma Italia è terrachiusa.

Li lasciamo annegare per negare.

Cosi se nel tempio del cibo italiano a New York l’orchestra del Teatro Regio ha portato la migliore Italia della musica operistica, ha anche dato spazio – non senza possibili contraddizioni - alle parole di Gianmaria Testa. 

 

Perchè c’è un racconto italiano diverso che va anche esportato, spesso inascoltato anche in Italia, e va fatto insieme alla Bellezza Eataliana. Anche a New York.

 

Proprio in questa terra che ha visto milioni e milioni di italiani emigrare. Spesso hanno avuto successo, altre volte no. Proprio in questa terra che in questi giorni sta vivendo i drammatici fatti legati alla vicenda Ferguson e che vede gente per la strada a dimostrare, magari a pochi isolati dalla Quinta Strada.


Proprio in questi tempi drammatici per l'Italia che non sa dare lavoro e se la prende con i nuovi arrivati.


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