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Quando la mediocrità è elevata a virtù

Gennaro Matino (July 04, 2016)
L'attrazione gravitazionale della mediocrità agisce in tutti i campi della vita. Per usare le parole di John Stuart Mill: "La tendenza generale del mondo è quella di fare della mediocrità la potenza dominante dell'umanità". Il moderno populismo, il clericale spiritualismo e il corruttivo economico necessitano del mediocre


I  tempo di decadenza, la mediocrità è elevata a virtù, i migliori danno fastidio, provocano pensieri, meglio evitarli. "In medio stat virtus", ripetevano gli antichi e così prendendo alla lettera, ma tradendo, il vecchio adagio, la società degli uomini senza qualità eleva a sistema il metodo dell'esclusione dei più capaci, gli scarsi si fanno fuori da soli e i migliori vengono frenati, si demotivano, si espellono per rendere possibile alla "mediocrazia" di assumere il potere ovunque operi. Potere di parole di fumo in realtà che inventano teoremi salvifici senza fondamento, strutture politico istituzionali prese d'assalto da eserciti di incompetenti, perfino il quotidiano vivere è reso opaco da una malata attitudine di accontentarsi di una vita senza sane ambizioni, senza coraggiose visioni. E più la mediocrità avanza, più diventa volgare, più assume forme di integralismo, di gretta chiusura, di intolleranza, di razzismo, di classismo. 




Più la mediocrità esercita il suo impero e più l'arretratezza culturale si espande, la libertà individuale si restringe, i diritti acquisiti si infrangono, l'economia diabolica si ingrassa, il clero spietato e ignorante tiranneggia. Il moderno populismo, il clericale spiritualismo, il rampantismo raccomandato, il corruttivo economico, l'intellettualismo spocchioso, hanno bisogno della mediocrità per sopravvivere, e i fans del sistema, che li vede protagonisti, altro non chiedono ai loro mentori che iniezioni giornaliere di disistima, di paura della diversità, di preoccupazione per il futuro, di apocalittici scenari di guerra e di distruzione, pur di sentirsi rassicurati nella protetta riserva dei loro falsi convincimenti, dove porre domande di senso è bestemmia, dove la ricerca della verità è puro vaneggiamento. L'attrazione gravitazionale della mediocrità agisce in tutti i campi della vita. Per usare le parole di John Stuart Mill: "La tendenza generale del mondo è quella di fare della mediocrità la potenza dominante dell'umanità". 




È dei sistemi di potere decadenti originare forme dispotiche di governo, di chiesa, di politica e rafforzarsi nello scegliere come capitale umano, su cui investire, la mediocrità, perché il potere consolidato teme il confronto con l'intelligenza, con la visione, teme di essere battuto sul terreno delle idee. In qualsiasi campo, nel lavoro, in amore, nell'amicizia, nella salute, le soluzioni mediocri hanno sempre la meglio, purché non siano così dannose da distruggere il sistema. Albert Einstein scrive: "I grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta opposizione dei mediocri, i quali non sanno capire l'uomo che non accetta i pregiudizi ereditati, ma con onestà e coraggio usa la propria intelligenza". 




Mediocre può essere perfino una città intera che non vuole uscire dal torpore dei ricordi costruiti ad arte pur accontentarsi di un passato che in verità non è mai stato così glorioso com'è raccontato, mediocre può essere una chiesa che non cerca le vie più adatte per raccontare all'uomo la gioia possibile, il riscatto, la giustizia che le deriva da una verità da condividere, ma che si nasconde dietro merletti sontuosi e colletti sempre più voluminosi, piuttosto che ripensare se stessa, reinventarsi per dire meglio, per fare bene, mediocre può essere una cultura che vende prodotti graditi alla massa piuttosto che elevarsi sopra l'oscenità di pensieri scioccamente popolari, rumorosi, da talk show, senza il coraggio di saper rischiare l'impopolarità pur di conservare la propria autonomia e la vocazione a essere spirito critico di ogni potere. 




Mediocre la politica del solo consenso che per facile applauso svende la lucida e feconda missione di governare il presente per organizzare futuro, che costringe le intelligenze migliori a scappare altrove, sconfitte dalla banalità aggressiva dei vuoti di mente. Quanto invece sarebbe auspicabile una vera rivoluzione che permettesse anche alla nostra città di uscire dalla tirannia della mediocrità, di rendere onore alla genialità dei migliori, di chiamarli a raccolta come avviene nelle società culturalmente e economicamente più evolute senza altra raccomandazione che il loro genio, la loro esperienza, la loro arte, la loro innata capacità di pensare, di vedere oltre. 




Il piccolo mondo antico di una città chiusa nelle sue mura dalla presunzione di ciò che non è, dove sempre gli stessi cognomi la fanno da padrone, dove il familismo amorale occupa ogni spazio e soffoca ogni idea di futuro, dove la mediocrità è sistema, sta irrimediabilmente consumandosi, la sua decadenza la pervade giorno dopo giorno. La lotta alla "mediocrazia" qui da noi è fatto etico, politico, religioso che viene prima di ogni altro progetto, è lotta di democrazia, aspirazione di libertà.
 

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