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Una cripta d'oro per Padre Pio. Fedeli in protesta contro i cappuccini di San Giovanni Rotondo

di Maria Rita Latto (April 16, 2010)
Il prossimo 19 aprile alle 16.30 ci sarà la traslazione del corpo di San Pio da Pietrelcina che verrà spostato dalla cripta del vecchio e piccolo santuario della Madonna delle Grazie alla cripta ricoperta da mosaici d’oro dell'adiacente nuova e maestosa chiesa progettata da Renzo Piano. Una decisione che ha sollevato non poche polemiche...

Il prossimo 19  aprile alle 16.30 ci sarà la traslazione del corpo di San Pio da Pietrelcina che verrà spostato dalla cripta del vecchio e piccolo santuario della Madonna delle Grazie all’adiacente nuova chiesa di San Pio. L'annuncio è stato dato dai frati cappuccini a San Giovanni Rotondo. Il corpo di San Pio che riposa dal 1968 nel vecchio santuario sarà spostato nella nuova e maestosa chiesa progettata da Renzo Piano. Più precisamente, riposerà nella cripta ricoperta dai mosaici d’oro disegnati dal gesuita padre Marko Rupnik.

Questa decisione ha già sollevato polemiche, dal momento che per buona parte dei fedeli del Santo non è accettabile il punto di vista della comunità religiosa dei cappuccini, che vede come destinazione più logica del corpo del Santo la chiesa monumentale con tanto di cripta trasfusa d’oro. La cripta d’oro, tra l’altro, è stata ricavata usando gli ex voto dei fedeli di tutto il mondo. Quindi, perché non mettere il corpo di San Pio in un luogo a loro parere degno del loro confratello divenuto uno dei santi più amati e venerati dai fedeli in ogni angolo del globo?

Le ragioni dei frati e di una parte delle autorità religiose, tuttavia, non trovano d’accordo tutti coloro che vedono in questa traslazione una violazione della promessa fatta all’epoca della morte del Padre, di non spostare il corpo del Santo, almeno non a breve, e delle ultime volontà di Padre Pio.

Tra coloro che si sono subito mossi contro il progetto dei frati ci sono i sostenitori dell’associazione Padre Pio Uomo della sofferenza e lo studioso Francesco Colafemmina, che nel suo sito  dà ai suoi lettori dei dettagli interessanti sul sarcofago faraonico nel quale sarà rinchiuso il corpo di San Pio: "L’urna è ornata da 16 tipi diversi di pietre dure (sodalite, serpentino, cristallo di rocca, amazonite, giada, quarzo rosso, diaspro, cristallo brinato, tormalina, occhio di tigre, ematite, occhio di falcone, agata bicolore, avventurina australiana, calcedonio, lapislazzuli) e riprende il tema della costruzione della chiesa: i rettangoli di argento martellato di varia forma simboleggiano le pietre vive con cui è costruita la Chiesa (con la maiuscola, intesa come il Corpo mistico di Cristo), riprendendo la quarta strofa dell’inno di dedicazione della chiesa in cui si dice: «Chiesa beata, dimora di Dio tra gli uomini, tempio santo, costruito con pietre vive sul fondamento degli Apostoli, in Gesù Cristo, fulcro di unità e pietra angolare»."Quindi, conclude Colafemmina, “Padre Pio sarà inserito in un sarcofago di sodalite, serpentino, giada, occhi di tigre, etc. manco fosse re Pacal o Ramsete II, roba da far vergognare tutti noi fedeli!”.

Le impressioni dello studioso riflettono quelle di gran parte dei fedeli che non sembrano apprezzare la “nuova“ chiesa, vista come troppo moderna, troppo maestosa e soprattutto troppo lontana dallo stile di vita del Santo da Pietrelcina.
 

Dal canto loro, i confratelli di Padre Pio hanno cercato di smorzare le polemiche spiegando alle agenzie di stampa i motivi che hanno portato allo spostamento del corpo del Santo: “La nuova cripta ha una superficie di 500 metri quadrati, quasi il doppio di quella del Santuario. Inoltre, alla nuova cripta disabili, ammalati, bambini e anziani possono accedere tramite tre ascensori o immettendosi in un’ampia rampa, di recente impreziosita dai mosaici di padre Rupnik che illustrano, in parallelo, le vite di Francesco d’Assisi e Pio da Pietrelcina, mentre la cripta di Santa Maria delle Grazie, oltre che con le due rampe di scale, è raggiungibile con un solo ascensore, i cui ordinari guasti diventano una limitazione alla discesa”.

Tali argomentazioni, tuttavia, non convincono i fedeli ed il presidente dell'associazione “Pro padre Pio - l'uomo della sofferenza”, l'avvocato Francesco Traversi, si è rivolto in una nota a papa Benedetto XVI e all'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Monsignor Michele Castoro, chiedendo di impedire la traslazione del corpo di San Pio nella nuova cripta e di rimuovere i frati cappuccini. La traslazione, sostiene Traversi, costituirebbe “un'azione di forza gravemente lesiva da parte di alcuni frati in dispregio alla legge e alla volontà dei fedeli, che si sono opposti alla riesumazione e alla traslazione”. Lo stesso Traversi ricorda che è fissata per il 22 aprile prossimo l'udienza dinanzi al tribunale di Foggia della causa intentata dall'associazione e da un nipote del santo, Pio Masone, per impedire la traslazione e accertare se il corpo attualmente custodito nella chiesa di Santa Maria delle Grazie sia quello del frate di Pietrelcina.

Sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno  intanto, i fedeli non nascondono il loro disappunto per quel che sta accadendo a San Giovanni Rotondo, tanto da invocare un inedito “sciopero del pellegrinaggio di fronte all’arroganza ecclesiastica”. Onofrio da Giovinazzo dice: “Padre Pio voleva una grande chiesa, non per lo sfarzo ma per accogliere tanta gente per la sua religione dei poveri per essere tutti ricchi di Spirito Santo, amore e umiltà fra di noi”.

Nino da San Severo dice: “Vedo molto divario tra l'umiltà di vita con le Stimmate di Padre Pio e l'eccessivo ostentamento di ricchezza della sua Tomba: il Santo avrebbe preferire restare là dove indicò di essere sepolto!”

 Pasquale da Andria è critico nei confronti dei cappuccini: “Invece di spendere tutti quei soldi in opere futili non era meglio realizzare una struttura utile per aiutare tanta gente che trovasi nel bisogno? Sapete che ci sono tanti missionari cattolici sparsi in tutto il mondo che hanno bisogno di tanto aiuto invece di realizzare una cattedrale nel deserto? Si parla tanto di sobrietà per i laci nelle prediche domenicali nelle parrocchie e poi ...Se l'esempio non viene dal clero che professa il voto di povertà perchè chiedete a noi laici di vivere una vita sobria?”

E poi conclude: “Penso di non venire più a San Giovanni Rotondo perchè tutto quello sfarzo mi distoglie dalla meditazione, preferisco ricordarlo pregarlo in una struttura più povera, più umile e più vicina alla spiritualità francescana”.
 

Ed i frati? Come reagiscono i frati a tanta rabbia ed ai numerosi insulti che giungono loro dalla stragrande maggioranza dei fedeli? Come giudicano le critiche che stanno piovendo loro addosso da mezzo mondo? In verità, non sembrano scomporsi più di tanto, anzi, rispondono mantenendo un tono secco e distaccato: “Ci si abitueranno con calma. Del resto è accaduto lo stesso ad Assisi, per San Francesco”.

Non sarà facile, però, per i tanti pellegrini abituarsi a tanto sfarzo, avendo ancora davanti agli occhi le immagini delle celebrazioni officiate dall’amato Padre nella piccola ed umile dimora che egli aveva scelto come luogo della sua sepoltura. E se proprio i fedeli non ci riuscissero, chissà…i frati, dinanzi ad un massiccio “sciopero del pellegrinaggio” potrebbero cambiare idea?....  



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