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Eccellenza italiana allo "State dinner" di Obama

Tommaso Cartia (October 19, 2016)
18 Ottobre 2016 - "Patti chiari, amicizia lunga!". Con questa proverbiale espressione italiana il Presidente Barack Obama ha riconfermato il profondo legame diplomatico che unisce gli Stati Uniti d'America e l'Italia in occasione della sua ultima, elegantissima, "State dinner" che ha visto protagonisti il premier Matteo Renzi e una delegazione formata da alcune delle più grandi eccellenze del nostro paese.

"L'ultima cena di Stato con Obama è stata per me e Agnese una grande emozione". Queste le parole espresse dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante l'incontro con gli studenti della John Hopkins University di Washington, uno dei tanti importanti impegni del premier in agenda durante questa sua trasferta americana che si e' conclusa con un 'pranzo ristretto' con alcuni rappresentanti della campagna di Hilary Clinton.

L'ultima "State dinner" del Presidente Barack Obama ha mantenuto le aspettative dei media che da giorni hanno riempito tutti i più importanti canali di comunicazione tra web, televisione e carta stampata; 357 invitati in un'atmosfera chic e raffinata che ha illuminato una carrellata di personalità di spicco del mondo dell'arte e della politica italiana ed americana coniugando con eleganza formalità e disimpegno.

"Non ti preoccupare come siamo vestiti, sono interessati solo agli abiti delle signore", ha subito scherzato Obama salutando Renzi, in smoking Armani, omaggio al guru della moda selezionato da Renzi tra le eccellenze italiane invitate alla cena. Sono state infatti le first ladies della serata a rubare la scena, in abito oro rosa Versace Michelle Obama, in argento lavorato da Scervino Agnese Landini, in Dior invece la campionessa paralimpica Bebe Vio, outfit che già avevo fatto discutere sui social media per un chiaccherato ed ostentato selfie.

Tra le tante eccellenze presenti alla serata l'illustre chef Mario Batali voluto da Barack e Michelle Obama per un catering d'eccezione: agnolotti di patate dolci con burro e salvia, insalata di zucca, braciole di manzo con colatura di rafano e friarielli. Un omaggio ai piatti italiani rivisitati con la sorprendente estrosità dello chef italo-americano e cucinati con le verdure dell'orto della Casa Bianca. La star Gwen Stefani ha invece scaldato gli animi degli ospiti con le sue performance rock.

Qualche giorno fa erano stati annunciati da Renzi i nomi della delegazione italiana invitata alla cena: oltre allo stilista Giorgio Armani, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, i premi Oscar Roberto Benigni e Paolo Sorrentino, la campionessa paralimpica Bebe Vio, la direttrice del CERN Fabiola Gianotti, la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini e la curatrice del dipartimento di Architettura e Design del Moma Paola Antonelli.

Al gala hanno anche poi partecipato l'ex campione GP Mario Andretti, John Elkann con la moglie Lavinia Mario Andretti, il CEO di Estee Lauder Fabrizio Freda, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e l'ambasciatore italiano a Wahington Armando Varricchio. Sul versante invece americano si è fatta particolarmente notare la presenza del vicepresidente Joe Biden e del il segretario di Stato John Kerry.

La carica di forte valenza politica e diplomatica della serata è stata stemperata da un'atmosfera leggera ricca anche di humor. "Una volta ero io quello giovane, ora è lui, stimo il suo ottimismo, la sua energia e la sua visione", ha detto Obama al brindisi, ricordando gli esordi di Renzi adolescente nella trasmissione televisiva  'Ruota della Fortuna'. "Agnese ha raccontato - ha continuato il Presidente - come le sue magliette e i suoi maglioni erano larghi, un affronto alla moda italiana, Giorgio Armani se ne vergognerebbe" e ancora, "Benigni ha promesso di non saltare sui tavoli".

Anche il premier Renzi si è lasciato andare ad un affettuoso scambio di battute con Michelle Obama riferendosi all'ultimo discorso pubblico della first lady contro il sessismo di Donald Trump in sostegno di Hilary Clinton affermando "i tuoi ultimi discorsi sono migliori dei tuoi pomodori!".

La patina allegra e colorata della serata non ha fatto dimenticare però ai suoi ospiti il motivo precipuo di questo importante incontro, manifestare e consolidare da una parte il profondo legame diplomatico che intercorre tra gli USA e la storica alleata Italia, dall'altro dare massima visibilità agli importanti eventi politici con i quali entrambe le nazioni si andranno a confrontare a breve: le elezioni presidenziali in America e l'importante referendum del 4 dicembre per l'Italia, cruciale per il futuro.

Obama è dichiaratamente un suo supporter: "Good morning, buongiorno, è l'ultima visita e cena di Stato che faccio da presidente. Abbiamo tenuto il meglio per la fine" ha esordito infatti il Presidente presentando il Premier italiano. "Matteo rappresenta una nuova generazione di leader non solo in Italia ma in UE e nel mondo. Io tifo per lui, secondo me deve restare in politica comunque vada il referedum del 4 dicembre". Riferendosi poi all'UE Barack Obama si è così espresso: "È il momento di concentrarsi sulla crescita e fare investimenti. Noi abbiamo diminuito il deficit non solo perchè abbiamo tagliato le spese ma anche perchè abbiamo fatto in modo che ci fosse un gettito fiscale maggiore. Matteo ha ragione quando dice che l'Italia ha mantenuto la sua parola rispetto all'UE sulle riforme, e l'UE deve trovare il modo di crescere più rapidamente".

Il presidente degli Stati Uniti ha reso ripetuti omaggi all'Italia: dal ruolo della Resistenza a quello degli immigrati, dal suo amore per la cultura a quello per il cibo, la moda, il vino e Sofia Loren, tanto da proclamarsi un 'italiano onorario'. "Patti chiari, amicizia lunga" con questo tradizionale detto italiano Barack Obama ha riassunto lo spirito di alleanza tra i due paesi.

Renzi ha calorosamene ricambiato l'entusiasmo di Obama: "con lei, presidente, la storia si è fatta, questo è un onore incredibile, un incredibile regalo che celebra l'amicizia tra i due paesi, un rapporto mai così stretto e profondo". "Pensiamo alla nostra storia" ha proseguito Renzi, "immaginiamo cinque secoli fa quando un giovane italiano, Amerigo Vespucci, che diede il suo nome all'America; e pensiamo a 70 anni fa quando tanti giovani americani hanno sacrificato la loro vita per ridare la libertà all'Italia. Grazie a queste persone. Ora l'Italia è pronta a costruire una grande stagione di nuove opportunità con gli Stati Uniti, un grande futuro insieme".

 Il premier ha poi chiuso con una pomposa esclamazione: "viva gli Stati Uniti, viva l'Italia, viva la libertà."

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